Quando abbiamo comprato quella vecchia colonia estiva ad Albareto, molti vedevano soltanto un edificio vecchio, da sistemare completamente.
Noi invece vedevamo possibilità.
Non sapevamo ancora esattamente come sarebbe diventata la nostra vita,
ma sentivamo che quello era il posto giusto per ricominciare.
❄️ Febbraio 2012: il nostro nuovo inizio
Ci siamo trasferiti ad Albareto nel febbraio del 2012.
Ricordo ancora il freddo,
la neve,
l’aria pungente dell’inverno sugli Appennini.
Eravamo:
io,
Luca,
la nostra piccola Gaia,
Serena e Alberto.
All’inizio vivevamo tutti insieme in pochi metri quadri,
in quello che oggi è diventato uno degli appartamenti del nostro B&B.
Era il nostro rifugio temporaneo.
Fuori invece c’era un enorme cantiere.
🔨 Non eravamo soli
In quella grande avventura però non eravamo soli.
Con noi c’erano anche Bruno e Olga,
i genitori di Luca e Serena.
Bruno era il più grande muratore che io abbia mai conosciuto.
Aveva mani capaci di costruire qualsiasi cosa.
Olga invece si prendeva cura di Gaia,
permettendoci di lavorare senza fermarci mai.
E così ognuno faceva la sua parte.
Chi costruiva muri nuovi.
Chi demoliva.
Chi aiutava il piastrellista.
Chi puliva.
Chi sistemava.
Eravamo una vera squadra.
🧱 Tre mesi che sembravano infiniti
Il lavoro da fare era immenso.
Stavamo ristrutturando l’intera struttura.
Al piano terra sarebbe nato il bar.
Ai due piani superiori invece i nostri appartamenti.
E ogni giorno sembrava non bastare mai.
🌫️ L’odore dell’acido e la polvere ovunque
Ci sono odori che non si dimenticano più.
Io ricordo ancora perfettamente quello dell’acido usato per pulire il cotto.
Un lavoraccio che io e Serena affrontammo fianco a fianco.
Polvere ovunque.
Mani rovinate.
Stanchezza addosso.
Eppure,
oggi,
quando ci ripenso,
sorrido.
Perché dentro quella fatica c’era qualcosa di bellissimo:
stavamo costruendo il nostro futuro.
🌿 La fatica che costruisce
A volte eravamo esausti ancora prima che iniziasse la giornata.
Ma quella non era una stanchezza vuota.
Era una fatica diversa.
Una fatica che aveva senso.
Ogni muro completato,
ogni stanza sistemata,
ogni dettaglio finito
era un piccolo passo verso la nuova vita che avevamo scelto.
🏡 Finalmente ognuno a casa propria
Abbiamo vissuto così per tre mesi.
Poi finalmente,
a maggio,
i nostri appartamenti furono pronti.
E per la prima volta ognuno di noi aveva di nuovo la propria casa.
Ma il lavoro non era finito.
Anzi.
Continuammo a lavorare ancora per settimane sul bar:
impianti elettrici,
impianti idraulici,
bancone,
attrezzature,
sistemazioni continue.
Sembrava non finire mai.
🍷 Il giorno dell’inaugurazione
Poi finalmente arrivò il giorno dell’inaugurazione.
Luglio 2012.
E anche quel giorno non eravamo soli.
C’erano le nostre famiglie.
Gli amici.
La curiosità della gente del paese.
Ricordo ancora l’emozione di vedere quante persone erano venute a conoscerci.
Dopo mesi di sacrifici,
paure,
lavoro infinito
e mani sporche di polvere,
quel luogo iniziava finalmente a vivere davvero.
💛 Non era perfetto. Ma era nostro.
La Vecchia Colonia non era perfetta.
Ma era nostra.
Ed era nata con qualcosa che nessun progetto costruito a tavolino potrà mai avere:
la nostra storia dentro.
🌲 Ogni angolo racconta ancora tutto questo
Oggi,
quando guardo La Vecchia Colonia e la Castagna Matta,
non vedo soltanto un bar e un B&B.
Vedo:
la neve di quel febbraio,
la polvere,
la stanchezza,
le mani rovinate,
Bruno che costruiva muri,
Olga con Gaia,
noi tutti insieme a lavorare.
Ogni angolo racconta una parte della nostra vita.
E forse è proprio questo che le persone percepiscono quando arrivano qui.
Non un luogo perfetto.
Ma un luogo costruito con amore vero.


